Salve a tutti, bentornati a questo secondo articolo della guida all'acquisto di un PC da ufficio. La volta scorsa ci siamo occupati di decidere se sia effettivamente il caso di acquistare un PC, di analizzare le differenze fra portatili e fissi e di capire quale sia il sistema operativo più adatto all'uso ufficio. Questa volta, invece, inizieremo ad addentrarci nei dettagli tecnici più importanti di cui tener conto.

Se avete perso la parte precedente, la prima, potete trovarla facendo click qui.

Il lusso di poter scegliere

Prima di avventurarmi come promesso in tecnicismi vari, vorrei fare due brevi ma credo necessarie puntualizzazioni. La prima riguarda le effettive possibilità di scelta che si hanno entrando in negozio, anche in uno di quelli appartenenti a blasonate catene di elettronica ed elettrodomestici. Vi accorgerete che, in effetti, di scelta non ce n'è più di tanta, ed il motivo sta nel semplice fatto che per poter offrire al cliente i prezzi vantaggiosi che mostrano in TV, questi negozi devono per forza di cosa vendere dei prodotti che sono validi sotto certi aspetti, ma scarsi (se non scadenti) sotto altri.

La seconda riflessione, che deriva direttamente dalla prima, è quella riguardante i cosiddetti "PC assemblati", ovvero quei computer fissi che vengono montati da zero secondo le direttive e le caratteristiche fornite dall'acquirente. Scrivo questo articolo proprio da un computer di questo tipo assemblato da me, e se conoscete il vecchio adagio per cui "chi più spende, meno spende", allora questa è una via che mi sento di consigliarvi caldamente. Un computer assemblato ha un costo che è generalmente più elevato di quello di uno "preassemblato" (uno di quelli già pronti), anche solo per il costo della manodopera del tecnico che effettua il montaggio. In compenso, però, avrete un controllo estremo sulle componenti che andrete a farvi installare, cosa che vi permette di calibrare al meglio il rapporto qualità/prezzo fra il prodotto finito e l'uso che ne farete, nonché di garantirvi dei buoni margini di espandibilità futura, ovvero la possibilità di poter aggiungere a posteriori delle nuove componenti per aumentare la potenza del vostro computer. Quest'ultimo è un aspetto che non andrebbe mai sottovalutato, poiché nel mondo di oggi in cui l'effettiva "aspettativa di vita" di un computer (ovvero il periodo utile dopo il quale il PC si può iniziare a considerare obsoleto) è di soli 2-4 anni, limite quest'ultimo che si raggiunge solamente tenendo la macchina costantemente allo stato dell'arte. Stato che può essere "riacciuffato" effettuando appunto qualche miglioria successiva all'acquisto. Nel caso, poi, in cui tali upgrade fossero abbastanza sostanziali, si può tranquillamente aggiungere un altro paio d'anni alla longevità del proprio computer.

Le componenti principali

Terminate le due riflessioni precedenti, vediamo allora quali sono le principali componenti di un computer, elencandole (più o meno) in ordine decrescente d'importanza:

  • Processore: è il cervello del computer, quello che si occupa di eseguire una ad una tutte le istruzioni dei programmi che andrete ad utilizzare, denominato anche CPU (Central Processing Unit). Le due case più importanti del settore, che producono processori che potrete trovare sia su PC Windows che su PC Mac, sono la Intel e la AMD. I prodotti di queste marche sono "architetturalmente" differenti (cambia il modo in cui sono stati progettati e, a volte, anche la modalità con cui si collegano ad altre componenti del PC) quindi, nel caso in cui stiate ordinando un computer assemblato, dovrete accertarvi che tale caratteristica sia tenuta in debito conto, per evitare di scegliere un processore non compatibile col resto del sistema che state andando a costruire. I parametri più importanti da tenere sotto controllo, sono:

    • la "famiglia" (ovvero la serie del processore, specifico della marca);
    • il numero di core (ovvero le sotto-unità logiche in cui il processore è diviso al suo interno);
    • la velocità di clock espressa in GHz (Giga-Hertz);
    • la dimensione della cache espressa in MegaByte (la cache è un'area di memoria veloce interna al processore);
    • la tipologia di memoria RAM supportata (che vedremo nella prossima sezione).

    Per quanto riguarda il primo parametro, ovvero la serie, avendo finora lavorato solo in un'occasione con un PC con processore AMD, il mio consiglio si orienta per forza di cose sul concorrente Intel. Le serie più indicate per i PC ad uso casalingo/ufficio, giunte al momento della stesura di questo articolo alla sesta generazione, sono quelle denominate "i3", "i5", "i7" ed "i7 - Extreme Edition" (a volte abbreviata in "i7-Ex" o "i7-X"), in ordine crescente di prestazioni. Personalmente, tendo a sconsigliare la prima e l'ultima che ritengo, rispettivamente, troppo poco e troppo performanti. Optate dunque per un "i5" per PC che stresserete meno, e per un "i7" su computer che sopporteranno carichi più intensi (magari PC a cui altri dispositivi della vostra rete locale si collegano, argomento che prometto di trattare in futuro). Il numero di core, la velocità di clock e la dimensione della cache sono grandezze che aumentano le prestazioni del computer al loro crescere, dunque più se ne ha e meglio è. Una configurazione minima consigliata conta 4 core, 3GHz o più di clock e 6Mb di cache (ovvero i valori medi di un processore della serie "i5"). Per quanto riguarda l'ultimo parametro invece, ovvero la tipologia di RAM supportata, optate sicuramente per lo standard DDR3 (o ancora meglio il nuovo DDR4) e per una frequenza di almeno 1600 MHz (vedere la sezione successiva per ulteriori dettagli).

  • Memoria RAM: è la memoria principale del PC, in cui tutti i programmi devono essere precedentemente caricati prima di poter essere eseguiti dal processore. I parametri principali da tenere in considerazione sono tre:

    • standard di riferimento;
    • capienza espressa in Gb (GigaByte);
    • frequenza di accesso espressa in MHz (Mega-Hertz).

    Lo standard attuale è il DDR3, ma come si diceva nella sezione precedente, sono già disponibili in commercio memorie afferenti allo standard successivo, ovvero il DDR4 (caratterizzato da una frequenza minima di accesso più alta). La capienza indica appunto la capacità della memoria, che deve essere immaginata come un'enorme cassettiera da cui il processore estrae le istruzioni che deve eseguire. Quest'ultimo, non può eseguire le istruzioni mentre esse risiedono ancora nel disco rigido (di cui parleremo più avanti), in cui installiamo i nostri programmi. La memoria RAM è dunque un ponte di passaggio fra il disco rigido ed il processore e maggiore è la capienza di questo ponte, maggiori saranno i dati che possono transitarvi sopra contemporaneamente. La RAM è inoltre cumulativa: mentre il processore è un singolo componente di forma più o meno quadrata, il quantitativo totale di RAM di cui il vostro computer dispone è dato dalla somma delle capacità dei singoli "banchi" che vi sono installati (il nome tecnico che prende un solo circuito RAM). Questo significa che se leggendo la descrizione di un PC trovato scritto "RAM 8GB", potreste trovarvi davanti ad un prodotto che monta un singolo banco RAM da 8Gb, due banchi da 4Gb o quattro banchi da 2Gb. Faccio questa precisazione perché vi sconsiglio di acquistare PC che abbiano quantitativi "strani" di RAM: un singolo banco RAM avrà SEMPRE una capienza pari ad una potenza del 2 (quindi 2, 4, 8, 16, 32, ecc... Gb) e dato che è buona norma non avere un numero dispari di banchi e non avere banchi di capienze diverse, facendo qualche piccolo conto ci si rende conto che mentre 4Gb, 8Gb, 16Gb, 32GB e 64Gb sono tutti quantitativi normali, 12Gb è una quantità possibile ma sconsigliata (ottenuta ad esempio con un banco da 8Gb ed uno da 4Gb) e 14Gb è una quantità veramente anomala (che mi è capitato di vedere in un PC esposto in un negozio). Per quanto riguarda la frequenza d'accesso, infine, essa è la velocità con cui la RAM trasferisce il suo contenuto al processore e dunque più è alta e meglio è. Si tenga però sempre a mente che se mescolare capienze diverse è sconsigliato, mescolare frequenze diverse è addirittura altamente pericoloso (in termini di possibilità di incorrere in guasti, altro motivo per il quale, come regola generale e per stare VERAMENTE tranquilli, è bene usare solamente banchi completamente identici fra loro). Come ho detto nella sezione precedente, la frequenza consigliata è di almeno 1600MHz. Per la capienza totale, invece, consiglio un minimo sindacale di 8Gb.

  • Disco rigido (Hard Disk): il disco rigido è la memoria secondaria del computer, quella permanente in cui andrete a salvare tutto il lavoro che svolgerete quotidianamente (la RAM è una memoria cosiddetta volatile, quando spegnete il PC essa si svuota completamente). È dunque caratterizzato da una certa capienza espressa in Gb o Tb (TeraByte, 1Tb = 1.000Gb) per cui avrete tanto più spazio per registrare i vostri dati, quanto maggiore sarà questa capienza. Gli hard disk (spesso abbreviati in HDD) sono cumulativi quasi come le RAM: si possono avere più HDD installati nel proprio computer, avendo quindi a disposizione ancora più spazio di memorizzazione, ma il PC non li considererà un'entità unica come fa con le RAM, ma terrà ben presente il fatto che sono componenti separati. Sul mercato esistono due tipologie di hard disk: quelli classici meccanici e quelli denominati SSD (Solid State Disk, una tecnologia analoga a quella delle pennette USB). Questi ultimi sono indubbiamente più veloci rispetto a quelli meccanici, ma il loro costo generalmente più alto e la disponibilità di capienze più piccole, non rendono questo tipo di dischi adatti a PC destinati ad attività di ufficio. Pertanto, mi sento di consigliare l'acquisto di HDD meccanici con una capienza minima di 500Gb, che inizia a diventare persino "stretta" in molti casi, tanto che andando in negozio ed osservando i PC preassemblati, si può notare come la media attuale si attesti attorno ai 750Gb per i portatili e 1Tb per i fissi.

Questa seconda parte della guida si conclude qui. Nella prossima, ed ultima, analizzeremo altri aspetti tecnici seguendo sempre un ordine di importanza decrescente, dopo i quali trarremo le debite conclusioni sui nostri prossimi acquisti in materia di computer da ufficio. Vi ringrazio ancora per l'attenzione e vi rinnovo l'appuntamento al prossimo articolo.

- Matteo Belfiori